I repubblichini del “Gruppo Maestrini”, secondo fonti neo-fasciste e le discutibili indagini svolte dai Carabinieri di Recoaro nel dopoguerra, risulterebbero arrestati ad opera dei partigiani del Btg. “Apolloni” della Brigata “Martiri della Val Leogra”, consegnati ai partigiani del Btg. “Romeo” della Brigata “Stella”, che gli hanno giustiziati, occultando i loro corpi in una galleria
della 1ª Guerra, fatta poi saltare con l’esplosivo.
Non solo, tre di essi (Viaggio, Meozzi e Bencivegna), sarebbero stati riportati vivi a Recoaro “perché lì residenti” (sic!); dei tre, due sono eliminati durante una “finta” evasione, e uno (Bencivegna), se lo lasciano pure scappare.
Secondo la nostra ricostruzione, la colonna della GNR partita da Vicenza al comando del ten. colonnello Angelo Maestrini, a cui si aggrega a Schio il Btg autonomo GNR "Toscana", il 26 aprile ‘45 ripiega con il consenso partigiano da Schio verso Rovereto.
La colonna è composta anche da molti famigliari e masserizie varie. La lentezza della colonna, la paura di un attacco partigiano o aereo Alleato, o il proposito di scappare con le “casse” del Comando Provinciale della GNR di Vicenza e del Btg. OP “Firenze”, o la risolutezza di voler continuare la lotta sui monti del Vicentino, qualunque sia il vero motivo, sta di fatto che il colonnello Maestrini, con quasi tutti gli ufficiali e altri militi repubblichini, superato il Passo di Pian delle Fugazze, abbandona la colonna e se ne va autonomamente.
Del gruppo, poi denominato “Gruppo Maestrini”, fanno parte almeno sedici persone: Angelo Maestrini, Emanuele Viaggio, Ferruccio Santini, Aldo Meozzi, Antonio Fassano, Dino Spadacci, Alfonso Giuliani, Bruno Pietro Pasquali, Dante Menotti Stefanini, Fernando Stefanini, Salvatore De Montis, Ennio Nadal, Ruggero Olivotto, Bruno Colla, Lino Bencivegna e Paolo Segapeli.
Il reparto partigiano della Brigata “Stella”, appositamente organizzato per dare la caccia ai gruppi nazi-fascisti che non si sono ancora arresi, intercetta e ha uno scontro a fuoco con il “Gruppo Maestrini” sul Monte Civillina il 15 maggio ’45.
Nello scontro, o successivamente perché fucilati, muoiono tre repubblichini (Maestrini, Pasquali e Nadal), un quarto, Dante Stefanini, è eliminato sempre sul Civilina il 21 maggio.
Altri tre repubblichini (Viaggio, Meozzi e Bencivegna) sono arrestati e imprigionati a Recoaro, otto (Santini, Segapeli, Spadacci, Fassano, Giuliani, F. Stefanini, De Montis, Colla e Olivotto) risultano “dispersi”.
Il 22 maggio ‘45, i tre repubblichini arrestati tentano la fuga dalle carceri organizzate presso l’Albergo “Giardino” di Recoaro.
Meozzi e Viaggio vengono uccisi, ma il Bencivegna, pur ferito riesce a dileguarsi.
L’unico sopravvissuto del “Gruppo Maestrini” risulterebbe quindi Lino Bencivegna. Ma non è esatto.
Oltre al Bencivegna, ad oggi non c’è prova di quanti erano i componenti reali del “Gruppo Maestrini”, né di quanti “dispersi” siano realmente stati giustiziati, né quindi quanti siano i sopravvissuti, e chi di essi sia sparito con le “casse”.
Di certo sappiamo che uno dei presunti “dispersi” (Paolo Segapeli), il 20 gennaio 1946, il giorno dei funerali del Comandante partigiano Giovanni Garbin “Marte”, quasi otto mesi dopo lo scontro sul Monte Civillina, viene arrestato a Schio perché accusato di “banda armata” a fini terroristici.
Il resto di quanto raccontato sino ad oggi della vicenda, sembra frutto di un’ulteriore campagna denigratoria a danno dei partigiani e della Resistenza tutta. [...]