Brigata Nino Stella

Eroi della resistenza nel vicentino

Dopo la liberazione di Mussolini i fascisti di Vicenza si riorganizzano. Il 25 Settembre 43 si riuniscono gli aderenti al nuovo fascio repubblicano. Subito si costituisce anche a Valdagno, ma le difficoltà sono molte  e le adesioni sono poche.
Intelligentemente il Podestà invita la popolazione a rivolgersi per il disbrigo delle pratiche non ai tedeschi, ma all'uffici comunali o a quello del fascio. Occorre ricordare che i tedeeschi a Valdagno hanno instaurato un controllo ferreo dove per qualsiasi cosa si voglia fare sono necessari permessi.  Tuttavia rispetto a quando il Gaetano Marzotto si presentava in camicia nera e le iscrizioni al fascio erano sostanzialmente obbligatorie per tutti gli operai della manifattura, ora le adesioni sono pochissime

marzotto camicia nera

Le iscrizioni al fascio sono per la maggior parte frutto di minacce e ricatti da parte dei fanatici. Il Marzotto viene deferito al Tribunale Speciale per compartecipazione al tradimento di Badoglio, ma il procedimento non avrà seguito. Si ricorda che il Marzotto era amico personale di Badoglio e in suo onore diede il nome Pietro al suo ultimo nato.
Nei rapporti al Duce si rileva l'avversione delle popolazione contro il Governo Sociale Repubblicano.
Non si deve tuttavia confondere questa avversione con opposizione esplicita. La maggior parte della popolazione rimane inerte e in attesa.

Le prime azioni e direttive del segretario provinciale Caneva sono vendette interne ai fascisti: finchè la resistenza armata non si manifesterà verso febbraio i nemici da colpire,  per il nuovo PNF, sono i fascisti che hanno tradito. Non si hanno notizie di esecuzioni o processi, comunque è certa l'azione violenta con gravi percosse contro i fascisti traditori. Queste azioni non sono pura e semplice vendetta, sono anche il terrore affinchè chi in passato si era compromesso col regime aderisca al nuovo PNF.
La prima assemblea del nuovo PNF di Valdagno avviene il 25 ottobre 43, la seconda il 31 ottobre e vengono eletti:
Luigi Andrighetto reggente, già segretario del fascio di Recoaro e vicedirettore della filatura Marzotto
Emilio Carlotto
Agostino Agosti
Ugo Cazzola
Vito Limoli
Emilio Tomasi, ragioniere della Marzotto
I nomi evidenziati si macchieranno di omicidi e torture e verranno giustiziati alla liberazione. A metà Novembre dalla direzione provinciale Andrighetto viene sostituito dal Tomasi.
Le notizie sulle adesioni e sulla attività degli iscritti al PNF dal 25 ottobre 43 al Luglio 44 (Nascita delle Brigate Nere sono scarse e frammentarie). Da quel che si sa, comunque, si può ricavare la conclusione che i fascisti di Valdagno (come in gran parte dell'Italia) non avessero una loro autonomia ma dipendessero fortemente dai tedeschi colà presenti.
Non essendo inquadrati militarmente si può escludere che abbiano partecipato, come formazione organizzata, al rastrellamento contro Malga Campetto mentre è probabile che molti abbiano fatto da guide ai tedeschi. La svolta avviene con gli scioperi del marzo 44 della Marzotto contro la deportazione delle donne.
In questa situazione i fascisti locali fanno da polizia, spie e intimidazioni nelle case degli operai.
Con l'azione dei fascisti contro lo sciopero diventa chiaro alla popolazione che i fascisti locali svolgono prevalentemente il lavoro di spie per i tedeschi.