I rastrellamenti della BN di Valdagno diventano sempre più frequenti tra la fine di novembre e i primi di dicembre ’44; spie e servizi di informazioni nazi-fascisti riescono ad individuare diversi partigiani, staffette e famiglie che nelle contrade sono schierate con la Resistenza.
Tra il 29 e il 30 novembre ’44, a causa di Gastone Petracchin “Gastone” e Maria Pavan ved. Frescura detta “Irma”, sfollati l’uno da Torino e l’altra da Vicenza, e ospiti presso la famiglia di Giuseppe Giacomone in Contrà Venturini di Lovara, nel territorio montano di Trissino, ma anche a causa di Sandrina Castagna, Maria Boschetti detta “Katia” e Antonio Lagni detto “Maroncelli”, la BN di Valdagno e la Squadra politica della federazione di Vicenza, eseguono retate a Brogliano, S. Benedetto e Selva di Trissino, dove catturano molti partigiani e staffette.
Altri sono presi in Contrà Lovati di S. Quirico di Valdagno, grazie alla delazione di Angelo Pierobon “Romolo”, un calzolaio di Noale di Valdagno ed ex partigiano.
A S. Benedetto di Trissino una squadra guidata da Giuseppe Balbi, saccheggia l’abitazione di Valente De Cao, arrestando i figli, Angelina e Mario.
È saccheggiata inoltre l’abitazione di Marcella Rosa di Angelo ved. Peruffo, e catturato il figlio partigiano, Domenico Peruffo “Tabul”.
Sono catturati anche Pietro De Cao “Ober” (“Tabul” e “Ober” sono chiamati i “fratelli Bandiera”), Luigi Schenato “Gino”, Giuseppe Culpo “Giorgio”, Maria Rasia “Nadia” e Amelia Lovato “Kira”.
A Brogliano, grazie alla delazione di Maria Boschetti detta “Katia”, è arrestata e torturata dai brigatisti di Valdagno la partigiana Flora Cocco “Lea”.
A causa del brigatista Narciso Grandis e alla sua informatrice e amante Sandrina Castagna, è catturato il patriota Otello Fochesato (cl. 1899), poi condannato dal Tribunale Speciale di Vicenza a 12 anni di carcere per antifascismo.
Sono catturate pure Giovanna Soldà “Vania”, Gemma Zarantonello “Spina” e Wilma Marchi “Nadia” che, presa per la seconda volta, dopo essere stata già catturata il 25 luglio ‘44 nella bottega di Oddo Cappannari a Vicenza, subisce lunghi interrogatori e torture.
A fine dicembre, anche a causa di Amelia Lovato “Kira” che ha parlato sotto tortura e rivelato i loro nomi di battaglia, sono individuate e poi catturate le staffette: Iside Broccardo “Dea”, Aida Martarello “Cascia”, Bertilla Mistè “Java”, Luigina Castagna “Dolores”, Maddalena Ramponi “Wanda”, Emilia Bertinato “Volontà” e “Lolita”.
In Contrà Benetti di Recoaro, vengono catturate le sorelle Rosina “Oriemma” e Cesira Benetti “Giaira”, e con anche Antonio Carrisi “Mario Marini - Mario Morabito” il marconista italiano della Sub-Missione “Fluvius” guidata dal capitano E.H. Ore-Ewing “Dardo”, facente capo alla Missione del SOE “Ruina Fluvius”.
I nazi-fascisti coinvolti:
- “Squadra politica” della 22^ brigata nera “Faggion” di Vicenza.
- Giuseppe Baldi, Giuseppe Zaupa e altri.
- 4^ Compagnia “Turcato” di Valdagno, della 22^ brigata nera “Faggion” di Vicenza.
- Gastone Petracchin, Maria Pavan ved. Frescura “Irma”, Maria Boschetti “Katia”, Angelo Pierobon “Romolo”, Antonio Lagni “Maroncelli”, Sandrina Castagna, Giuseppe Balbi, Emilio Tomasi, Bruno Bertoldi, Narciso Grandis, Sereno Cracco, Severino Lora e Adriano Visonà